Conosci la pianta
Il nome utilizzato in collezione è Doppio Sanguinello, mentre il documento descrive il Doppio Sanguigno. La corrispondenza precisa del nome dell’esemplare resta da chiarire; la descrizione seguente si riferisce al tipo indicato nel testo della villa.
L’arancio “Doppio Sanguigno” rappresenta una delle espressioni più nobili e storicamente significative del patrimonio agrumicolo mediterraneo. Appartenente al gruppo delle arance rosse, questa varietà si distingue per la sua antica origine e per la peculiare intensità cromatica della polpa, caratterizzata da una pigmentazione profonda e talvolta moscata, dovuta alla presenza di antociani. La maturazione avviene generalmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con un periodo di raccolta che si colloca tra febbraio e marzo, quando il frutto raggiunge il suo equilibrio organolettico ideale. La polpa si presenta succosa, dolce e intensamente aromatica, mentre la buccia, inizialmente aranciata, può assumere sfumature rosso-violacee con il progredire della maturazione, conferendo al frutto un’eleganza visiva distintiva.
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Sebbene la specie dell’arancio dolce (Citrus sinensis) abbia origine nel Sud-Est asiatico, le varietà sanguigne, tra cui il “Doppio Sanguigno”, hanno trovato nel bacino del Mediterraneo, e in particolare nella Sicilia orientale, un habitat d’elezione. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte tipiche di queste aree favoriscono infatti la sintesi degli antociani, responsabili della tipica colorazione rossa della polpa. Il “Doppio Sanguigno” si inserisce nel più ampio gruppo storico delle cosiddette “sanguinelle”, varietà già note e descritte nell’Ottocento e ampiamente diffuse nella tradizione colturale siciliana.
In ambito storico-agronomico, tali cultivar sono state documentate anche da studiosi come Giuseppe Inzenga, che ne contribuì alla descrizione e alla valorizzazione scientifica, mentre testimonianze iconografiche precedenti si ritrovano nelle celebri nature morte di Bartolomeo Bimbi, nelle quali gli agrumi figuravano già come elementi di pregio delle collezioni granducali medicee.
Accanto alla sua importanza storica e produttiva, il “Doppio Sanguigno” è oggi apprezzato anche per il suo valore ornamentale: la pianta si presenta vigorosa, con chioma compatta e fogliame verde scuro lucente, impreziosita dalla fioritura di fiori bianchi intensamente profumati, talvolta delicatamente sfumati di rosso. Questa combinazione di eleganza vegetativa, pregio estetico e qualità organolettiche del frutto ne conferma il ruolo di cultivar di grande interesse sia collezionistico sia paesaggistico.
Negli ultimi anni, il suo patrimonio genetico è stato anche impiegato in programmi di ibridazione ornamentale, come nel caso dell’“Arancio Arcobal”, un incrocio tra Citrus meyeri e Citrus sinensis ‘Doppio Sanguigno’, sviluppato per valorizzare sia l’aspetto decorativo sia un profilo gustativo originale, in cui la dolcezza tipica dell’arancio si intreccia con una lieve e gradevole nota acidula ereditata dal limone Meyer.
