Conosci la pianta
Come suggerisce il nome, la Bizzarria è un agrume estremamente raro e singolare. Pur presentando le caratteristiche genetiche riconducibili all’arancio amaro, racchiude in sé peculiarità proprie di tre distinti agrumi: arancia, cedro e limone. Si tratta, infatti, di una varietà unica nel suo genere, capace di produrre frutti riconducibili sia all’arancio amaro sia al limone cedrato, oltre a frutti “compositi” che manifestano simultaneamente entrambe le componenti, distribuite in modo irregolare sulla stessa superficie.
Dal punto di vista botanico, la Bizzarria è una chimera da innesto: una pianta in cui convivono tessuti geneticamente distinti. Non si tratta di una fusione dei patrimoni genetici come in un normale incrocio sessuale.
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Le prime testimonianze storiche risalgono al XVII secolo: dalle annotazioni del 1674 di Pietro Nati, allora direttore dell’Orto Botanico di Pisa, si apprende che la pianta fu rinvenuta tra il 1640 e il 1644 presso la villa “Torre degli Agli”, proprietà dei marchesi Panciatichi, nei pressi di Firenze. Fu lo stesso Nati ad attribuirle il nome “Bizzarria”, in ragione della sua natura anomala.
Successivamente, la varietà entrò a far parte delle collezioni medicee della Villa medicea di Castello, dove venne coltivata e conservata per lungo tempo. Tuttavia, si ritenne perduta in seguito alla trasformazione della limonaia della villa in ospedale durante la Prima guerra mondiale, evento che determinò la dispersione di numerose varietà agrumicole storiche.
La riscoperta avvenne fortuitamente negli anni Settanta del Novecento, grazie all’opera di Paolo Galeotti, che ne avviò la propagazione. Oggi esemplari di Bizzarria sono conservati in collezioni agrumicole pubbliche e private, tra cui quelle della stessa Villa di Castello, del Giardino di Boboli e dell’Orto Botanico di Firenze, oltre che presso alcuni vivai specializzati.
